ARTICOLO DI SUOR LUCIA MOSCATELLI SUL RITIRO DELLE SUORE DA GENOVA

ARTICOLO DI SUOR LUCIA MOSCATELLI SUL RITIRO DELLE SUORE DA GENOVA

Desidero condividere l’esperienza che mi è toccato di vivere: la fine della presenza delle Gianelline in Genova. Qui, nella ex Casa Provinciale, fui accolta, aspirante, il 17 ottobre 1957.
Tredici anni compiuti, arrivavo da Stradella, mi accompagnava la Madre Marcella Botti.
Tra il verde degli orti, della vigna, dei giardini coltivati, ben tenuti, il complesso delle Gianelline (Casa Provinciale, abitazione suore insegnanti, nuovo edificio scolastico), mi si presentava generoso di luce e di aria. La vita, semplice, familiare.

Qui le Gianelline si erano stabilite nell’anno 1900. Serviva una sede provinciale per gestire partenze e arrivi per l’America e dall’America; urgevano spazi più ampi sia al noviziato che per la scuola.

In città le nostre suore dapprima avevano avviato casa di formazione e scuola, adattandosi provvisoriamente a vari luoghi, in Carignano, in via Serra, in via Mondonuovo, raccomandando intanto a S. Giuseppe la loro ricerca di un luogo ideale.

Nel 1897 potevano iniziare i lavori di adeguamento della Villa Ajroli, nella Parrocchia di S. Fruttuoso. Al centro la costruzione della chiesa, a destra l’ala delle suore professe, a sinistra Aspirantato e Noviziato, cucina e refettori.
Nello stabile, a sud-est lungo la villa, l’abitazione delle suore insegnanti e, provvisorie, all’interno dello stesso stabile, le aule scolastiche, in attesa di poter attuare il progetto di un nuovo fabbricato.
Parliamo di un secolo e più di storia, di opere sorte per rispondere ai bisogni del territorio.
In questi ultimi tempi, se ne erano già andati i frati dal santuario di N.S. del Monte. Ce ne siamo andate anche noi a fine luglio u.s. E sono sempre i poveri, in questi casi, i primi a soffrirne, che numerosi ogni giorno, avevano un piatto caldo, pane e companatico, parole e gesti di amicizia.

Alla gente aprivamo la chiesa per la Santa Messa la domenica e nei festivi. La pandemia e la riduzione delle suore avevano interrotto queste aperture.
Mi duole che la gente possa soffrirne come di un abbandono, sentirsi come gregge senza pastore. Nonostante l’indifferenza per i valori cristiani, essa è toccata dal venir meno di queste presenze e tradizioni.

Lasciamo la struttura a disposizione di servizi sociali e pastorali per persone in difficoltà e questo ci fa sperare che lo spirito di Sant’Antonio Gianelli continuerà ad abitarla. Non si terrà indietro dal Cielo il nostro Santo che quaggiù ebbe tanto a cuore di provvedere ai bisogni della gente.

Fino all’ultimo ho goduto di questa casa con gratitudine, con amore e rispetto, sentendo vicine le consorelle che vi si sono santificate con il fare del bene al prossimo, ma anche con nostalgia per la bellezza sobria ed accogliente di un tempo, con cui stride lo stato attuale di deterioramento.

Rinvigorita dalla fede nella Divina Misericordia, riparto per un cammino di sempre più grande fedeltà.

Suor Lucia Moscatelli

Piacenza, 6 agosto 2026

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