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In questo anno 2026, la grande Famiglia Gianelliana celebra con profonda gratitudine i 75 anni della canonizzazione di San Antonio Maria Gianelli, nostro Padre Fondatore. Questo anniversario non è solo un ricordo storico, ma un’occasione per tornare al cuore della nostra identità e rinnovare il desiderio di vivere con maggiore fedeltà la nostra vocazione originaria alla santità.
San Antonio Maria Gianelli, nato nella semplicità di Cerreta, seppe trasformare la sua vita quotidiana in un cammino di donazione, servizio e fiducia assoluta in Dio. La sua canonizzazione, celebrata nel 1951, riconobbe ufficialmente la santità di un uomo che dedicò la sua esistenza all’educazione, alla carità e all’evangelizzazione, soprattutto tra i più piccoli e i più vulnerabili. Oggi, settantacinque anni dopo, la sua testimonianza continua a illuminare il nostro cammino e a incoraggiarci a vivere con autenticità il carisma che egli ha seminato.
Questo anniversario ci invita a fermarci, guardare la nostra storia e chiederci come stiamo vivendo oggi la chiamata alla santità. Gianelli ci ricorda che la santità non consiste in grandi gesti o azioni straordinarie, ma nella fedeltà umile e perseverante alla volontà di Dio. Per questo risuona con forza il suo insegnamento, sempre attuale: «La santità consiste nel fare la Volontà di Dio… Il Signore guarda il cuore, non le parole.» (Sermone sulla Santità)
Queste parole ci aiutano a comprendere che la santità è un cammino possibile per tutti, un cammino che si percorre nel quotidiano, nella vita fraterna, nel servizio semplice, nell’ascolto attento, nella preghiera silenziosa e nella disponibilità ad amare. Dio guarda il cuore: guarda l’intenzione, la donazione, la sincerità con cui cerchiamo di rispondere alla sua chiamata.
Celebrare questo 75º anniversario significa anche riconoscere la ricchezza del carisma che Gianelli ha lasciato in eredità. La sua passione per l’educazione, la sua sensibilità verso i poveri, il suo amore per la Chiesa e la sua capacità di leggere i bisogni del suo tempo continuano a ispirare le nostre comunità in tutto il mondo. Ovunque una sorella gianellina serve, insegna, accompagna o consola, lo spirito di Gianelli rimane vivo.
Questo anno giubilare è dunque un invito a rinnovare la nostra missione. Ci spinge a vivere con maggiore profondità la nostra vocazione personale, a discernere la volontà di Dio in ogni circostanza e a fare della nostra vita uno spazio in cui la sua grazia possa fiorire. Ci chiama a essere presenza di misericordia, di speranza e di luce in un mondo che spesso sperimenta solitudine, frammentazione e indifferenza.
Che questo anniversario sia per tutti i membri della Famiglia Gianellina un tempo di memoria grata, rinnovamento interiore e audacia missionaria. Che l’esempio di San Antonio Maria Gianelli ci ispiri a vivere con un cuore disponibile e umile, sapendo che la santità si costruisce giorno dopo giorno, nel piccolo, nel semplice, nel silenzioso.
Cerreta: Silenzioso Fiore di Grazia
Cerreta, piccola e silenziosa bellezza,
che cammina lieve nel giardino della vita,
dove la pace sorge come il primo respiro dell’alba
e ogni foglia sussurra la dolce promessa di Dio.
Cerreta ama la quiete del primo mattino,
quando il cielo è pallido di luce appena nata.
Eleva il suo cuore nella preghiera,
e gli uccelli diventano il suo coro,
il sole nascente la sua unica, luminosa candela.
In una valle silenziosa, dove i castagni
portavano un tempo umile nutrimento sulla tavola di famiglia,
un mite Antonio Gianelli alzava lo sguardo al cielo:
un’anima fedele, un cuore di servizio,
che ogni giorno sceglieva di amare, sperare, donare.
Lungo sentieri umili, segnati da lotta, preghiera e grazia,
portò la compassione di Dio da questa valle
ai dimenticati e ai piccoli.
Antonio Gianelli pregò nelle notti più oscure,
custodendo una speranza che non si spense mai.
Cerreta porta nella sua anima
quello stesso seme silenzioso di pace e fiducia.
Non cercò mai gli applausi fragorosi del mondo,
né corone d’oro o onori terreni.
La sua forza era semplice, pura, profonda:
un cuore versato nel servizio umile e nell’amore fedele.
Cerreta sta nella santa quiete,
eco vivente della fiducia di Antonio Gianelli,
una piccola fiamma luminosa nel vasto giardino di Dio,
un fiore di pace che sboccia nel silenzio.
Gli anni possono passare, il mondo può cambiare,
ma la grazia rimane come una primavera eterna.
Antonio Gianelli ricorda ai nostri cuori
di camminare con dolcezza, con umiltà, sulla via di Dio.
Settantacinque anni di luce splendente,
un cammino di fede, un faro brillante.
Dalla terra umile alla chiamata del cielo,
la sua vita ci ha toccati tutti,
e i semi che ha piantato
continuano a fiorire con amore radioso.
Oggi, Antonio Gianelli è ricordato
come un uomo che trasformò la semplice vita di un villaggio
in un viaggio di servizio, compassione e speranza.
Seminò misericordia nel giardino del mondo,
e da quei semi sbocciò una missione—
dispiegandosi come un vessillo di carità e speranza.
Quella missione vive ancora, respira ancora,
portata attraverso i giorni e gli anni
dalle sorelle che camminano sulle sue orme,
servendo tutti con il cuore spalancato.
E al centro di tutto questo sta Cerreta—
culla silenziosa di un santo,
tenero valle dove la grazia mise radici,
e dove il mondo imparò
quanto silenziosamente possa fiorire la santità.

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