170 anni dall’arrivo in America

Non è ora di dormire!

“La carità ha attraversato i mari”
Montevideo, 29 marzo 2026.
Questo racconto si propone di colmare il divario tra l’eroico passato e il presente impegnativo, affinché il seme della vigile carità evangelica seminato nelle Americhe 170 anni fa continui a portare frutto nei cuori, nelle comunità e nelle opere.
Sant’Antonio Maria Gianelli immaginava un istituto femminile contraddistinto da una carità attiva e sacrificale, da una povertà radicale vissuta con gioia e fiducia nella Provvidenza, e da una missione universale e aperta, al di là dei confini geografici e culturali. Nella sua visione, le Figlie di Maria Santissima dell’Orto dovevano essere “pronte a rispondere ovunque il bisogno chiami. Sempre e ovunque”. In questo modo, preparò il cuore dell’Istituto a rispondere alle chiamate provenienti da lontano, come quella che sarebbe giunta da Montevideo pochi anni dopo la sua morte.

Nel 1855, l’Ospedale della Carità di Montevideo necessitava di una guida religiosa. La Commissione Ausiliaria, presieduta da Francisco Vidal e Juan Ramón Gómez, affidò a Padre Isidoro Fernández il compito di trovare quattro Suore della Carità in Europa. Per due anni, Padre Fernández ricevette solo rifiuti a causa dell’instabilità politica e delle guerre nella regione del Río de la Plata. Poco prima di rientrare a Genova, il Canonico Magnasco suggerì le Suore Gianelline.

Trovato Suor Clara a Genova, la intervistò, spiegandole la natura della richiesta che gli era stata affidata dall’Uruguay. Il cuore di Madre Clara si aprì ed ella accettò la proposta, a condizione del consenso della Madre Superiora. Si affrettò a raggiungere Chiavari, arrivando di notte e suonando il campanello, ma nessuno rispose; l’intera comunità dormiva. Allora Madre Clara si fermò sotto una finestra e, con un entusiasmo indescrivibile e una gioia incontenibile, pronunciò un grido che sarebbe rimasto impresso nella memoria dell’Istituto: “Sorelle, non è tempo di dormire, l’America ci aspetta!”. Udendo la voce di Madre Chiara, si alzarono immediatamente e quella stessa notte risposero di sì. In 48 ore si prepararono per il viaggio. Questo “sì” realizzò la profezia di Sant’Antonio Gianelli: “Con la povertà come scorta e guida, attraverseranno i mari”.

Il XIX secolo nella regione del Río de la Plata offriva proprio uno scenario di grande bisogno, terreno fertile per incarnare una vigile carità evangelica: guerre civili e conflitti internazionali, epidemie ricorrenti, povertà estrema, orfanezza e un sistema sanitario precario. Crescevano anche le tensioni tra Chiesa e Stato.

In questo contesto, l’arrivo delle Suore dell’Orto a Montevideo il 18 novembre 1856, dopo un viaggio di tre mesi segnato da diverse avversità, fu come gettare un’ancora di speranza in un mare in tempesta. Questi primi otto apostoli del nostro Istituto in America, sotto la guida di Madre Clara, con un cuore infiammato dalla passione per Cristo e una dedizione instancabile, hanno reso fecondo il nostro carisma servendo i più vulnerabili nei settori della sanità, dell’istruzione e della solidarietà sociale.
In effetti, i primi anni della missione delle suore in America furono caratterizzati dall’essere “dove altri non potevano o non volevano”: ospedali da campo, orfanotrofi e ospedali per malati di malattie infettive, città remote, campi di battaglia e contesti di laicismo aggressivo. Le loro testimonianze di carità concreta, di perseveranza materna di fronte alla sofferenza, di tenerezza e forza nel prendersi cura della vita nascente, di parole gentili e sguardi di fede di fronte alla paura e alla vicinanza della morte – in breve, di risposte pronte, sull’esempio della Vergine Maria, ai bisogni emergenti – suscitarono ammirazione e gratitudine tra vari leader, funzionari governativi e la gente, facendo sì che il fuoco della Vigilante Carità Evangelica si diffondesse, secondo i tempi di Dio, in Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Bolivia, e da queste terre in Terra Santa e Spagna.


Mentre celebriamo con gioia questi 170 anni di presenza gianelliana in America, sentiamo rinascere nei nostri cuori una profonda gratitudine per queste otto eroine italiane, perché il loro “sì” al piano di Dio ci permette oggi di essere protagonisti di questa bellissima storia. Contempliamo la loro eredità con grata memoria; riconosciamo in essa un segno di amore paziente, silenziosa dedizione e fede concreta. Un segno che ha risvegliato vocazioni religiose in innumerevoli giovani donne americane e che ha plasmato la vita di molti laici. Un’esperienza carismatica che tocca profondamente anche la vita e la missione di tutti noi oggi e continua a ispirarci a educare, curare e accompagnare la vita con lo stesso spirito: con ferma tenerezza, con sguardo attento e con un cuore sempre pronto ad amare.


Rendiamo testimonianza appassionata che il carisma gianelliano è una fiamma viva che non si spegne, che è vivo oggi in noi che, con lo stesso zelo missionario di chi ci ha preceduto, ci avviciniamo alle nuove periferie, incarnando una vigile carità evangelica, custodendo nel profondo del cuore l’eco di quella voce che ha risvegliato la Congregazione e che continua a dare nuova vita al nostro carisma: non è tempo di dormire!

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